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L’ Ammaio d’Altare

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Anche nell’Oratorio della Contrada della Tartuca fin dalla sua fondazione (1682) si celebrava il rito delle Quarantore, preghiera e adorazione del SS. Sacramento nei tre giorni precedenti la Quaresima. Così grande era la devozione che nel XIX secolo i contradaioli decisero di abbellire l’altare maggiore con uno scenografico addobbo denominato “Ammaio delle Quarantore”.
Nel 1819 furono incaricati i più famosi intagliatori e doratori del tempo di realizzare in legno questa imponente Residenza del SS. Sacramento. Il tabernacolo appoggia su una base quadrangolare con motivi vegetali ed è sorretto da due colonne scanalate e da due semilese. Il cornicione è decorato con figure di cavalli marini cavalcati da genietti. Il frontone curvilineo spezzato sostiene due angioletti che reggono la corona e la croce, sopra una gloria raggiata con la colomba dello Spirito Santo. La nicchia è fiancheggiata da due lesene piccole e due più grandi. L’opera, “…che in tutta la spesa sorpassa le ottanta monete da Pavoli dieci”, fu ispirata dai motivi ornamentali rinascimentali. L’Ammaio venne completato nel 1931, per volontà del Priore Antonio Francesco Bandini, con una cascata di nuvole intagliate e argentate circondanti il tempietto dorato sulle quali deliziosi angioletti dorati sono posti in varie pose: alcuni reggono torciere, altri pregano. Due angeli più grandi, anch’essi dorati e con torciera, fiancheggiano la Residenza sorreggendo altre nuvole che preludono all’imponente raggiera tutt’intorno al tabernacolo. L’ingente costo dell’opera fu sostenuto con le donazioni dei tartuchini e, come ricorda il Bandini nel suo “Diario Sanese”, con una particolare elargizione: “…uno dei gruppi rimpetto alle colonne è stato pagato con il retratto delle Lire cento, al netto delle spese, che elargì S. E. il Governatore Cav. Angelo Chigi“. Questa “macchina” è una delle molte costruite nell’Ottocento in Italia per rendere più solenne quella celebrazione, oggi non più in uso, ed è una delle poche opere lignee di questo tipo giunte integre fino a noi. Per quasi due secoli infatti l’imponente e prezioso manufatto, detto anche “Gloria degli Angeli”, composto da una quarantina di delicati pezzi ad incastro, è stato montato, con grande perizia dai pazienti contradaioli della Tartuca, ogni anno in occasione delle Quarantore e smontato dopo soli tre giorni per essere conservato con amorevole cura nella Sacrestia dell’Oratorio della Contrada. Oggi, non essendo più in uso, ma ancora corredato di “istruzioni” per il suo montaggio, rappresenta un pregevole esempio di arte senese dell’intaglio e della doratura del legno.